Disturbi Psicologici


Disturbo Depressivo

Un cambiamento dell’umore in forma leggera è un’esperienza che tutti fanno di tanto in tanto. Anche se siamo abituati ad usare frasi del tipo: "Oggi mi sento un po’ depresso”, con molta probabilità in questi casi non si soffre di un disturbo psicologico vero e proprio. La depressione più grave (depressione clinica), quella che richiede un trattamento psicologico, presenta un gran numero di sintomi, oltre quello ovvio dell’umore depresso. La depressione è caratterizzata da cambiamenti fisiologici, dell’umore, del modo di pensare, del comportamento.


L’Associazione di Psichiatria Americana definisce episodio depressivo maggiore l’avere 5 o più sintomi tra quelli qui sotto elencati durante il giorno, quasi ogni giorno, per un periodo di almeno due settimane:
  • • umore depresso;
  • • perdita di piacere per quasi tutte le attività durante il giorno;
  • • cambiamento di peso significativo (aumento o diminuzione);
  • • cambiamenti nelle abitudini del sonno;
  • • essere agitato o essere rallentato;
  • • mancanza di energia;
  • • sensazione di essere inutile;
  • • difficoltà nella concentrazione;
  • • pensieri ricorrenti di morte o di suicidio.
Naturalmente nessuna persona depressa può avere tutti questi sintomi contemporaneamente e nessuna corrisponderà esattamente a questi modelli.
La depressione, che è conosciuta come sindrome clinica da più di duemila anni, ha causato più sofferenze umane di qualunque altra singola malattia che affligge l’umanità. In base alle statistiche, quasi una persona su 6 ne soffre almeno una volta nella vita. Supponiamo che tu faccia parte di una classe elementare di 30 alunni, probabilmente 5 dei tuoi compagni di classe saranno clinicamente depressi almeno una volta nel corso della loro vita. Si prevede che, nel 2020, la depressione sarà la malattia più diffusa, dopo le malattie cardiovascolari.
La depressione può colpire chiunque, giovani o vecchi, ricchi o poveri. È dovuta a cause molteplici e diverse da persona a persona (ereditarietà, ambiente sociale, lutti familiari, problemi di lavoro…). Le ricerche mostrano tuttavia la presenza di due fattori principali che aumentano il rischio di svilupparla:
  • • il fattore biologico: alcuni di noi nascono con una maggiore predisposizione genetica verso questa malattia;
  • • il fattore psicologico: le esperienze che hanno caratterizzato la nostra vita, particolarmente quelle dell’infanzia, possono favorire una vulnerabilità acquisita alla depressione. Questa vulnerabilità non necessariamente porterà tutti alla depressione. Alcune delle persone vulnerabili possono vivere tutta la vita senza sperimentare mai la depressione o fino a quando succede qualcosa che la fa scattare. Questo fattore scatenante è spesso qualche tipo di tensione, o un evento spiacevole che sconvolge la vita. In genere sono proprio quegli eventi che si accordano con il nostro tipo di vulnerabilità (la rottura di una relazione, la perdita del lavoro, la morte di una persona cara, la morte di un animale domestico…).
  • I due fattori possono anche interagire tra di loro: possiamo essere nati con una tendenza ereditaria alla depressione (fattore biologico), ma non svilupparla realmente fino a quando nella nostra vita non accade un evento sconvolgente (fattore psicologico).
    Alcuni recenti studi hanno dimostrato che l’abbinamento della terapia cognitivo-comportamentale a un trattamento farmacologico, sotto stretto controllo medico, è tra i sistemi più efficaci per curare la depressione.